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Venezia, artigiani: “Sarà un 2025 difficile”

Il settore Automotive veneziano affronta sfide significative per il 2025, ma artigiani e piccole imprese possono diventare protagonisti di un rilancio economico strategico

Crisi nell’Automotive a Venezia: il monito di Apindustria e le sfide del futuro. Per gli artigiani continuano le sfide.

Crisi e sfide occupazionali

Marco Zecchinel, presidente di Apindustria Venezia, ha lanciato un allarme chiaro per il futuro del settore Automotive nella provincia di Venezia. Nonostante i livelli produttivi del 2023 e del 2024 si siano mantenuti stabili, il 2025 potrebbe segnare una svolta negativa per il comparto.

Una delle principali cause di preoccupazione deriva dalla volontà della committenza tedesca, un partner cruciale per l’industria locale, di ridurre i propri livelli produttivi. Questo cambiamento potrebbe generare un impatto significativo sull’occupazione, una questione già evidenziata dall’ultima Bussola di Veneto Lavoro.

Secondo Zecchinel, per affrontare questa crisi imminente, è fondamentale investire in formazione e promuovere l’autoimprenditorialità, con particolare attenzione al settore dell’artigianato. Questo comparto rappresenta una realtà vitale per l’economia veneziana e offre una base su cui costruire nuove opportunità di sviluppo economico.

Artigiani e autoimprenditorialità

Attualmente, il settore artigianale nella provincia di Venezia conta 13.500 imprese gestite da stranieri, pari al 23% del totale. Negli ultimi dieci anni, il numero di imprenditori stranieri è raddoppiato, evidenziando la capacità di attrarre nuove energie e risorse. Tuttavia, questa crescita non è sufficiente a compensare il gap produttivo ed economico che potrebbe essere generato dalla contrazione dell’Automotive.

Per garantire la sostenibilità del sistema economico locale, secondo Zecchinel, è necessario implementare misure mirate a sostenere l’artigianato e il tessuto delle piccole imprese. La città metropolitana di Venezia ha un grande potenziale che può essere valorizzato attraverso strategie mirate, politiche di incentivazione e un supporto più deciso alle micro e piccole realtà produttive.

La sfida è quindi duplice: mitigare l’impatto della crisi occupazionale e al contempo rilanciare l’economia attraverso un modello imprenditoriale diversificato. Solo così il territorio potrà affrontare con resilienza le difficoltà che si prospettano per il 2025, trasformandole in opportunità di crescita e innovazione.

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