Nell’ospedale di San Donà di Piave venerdì 21 dicembre è stato eseguito il primo parto cesareo “dolce”. Come nel parto naturale la mamma vede nascere e può subito abbracciare il neonato
Ieri mattina all’ospedale di San Donà di Piave è stato eseguito il primo parto cesareo “dolce”. La neomamma, che ha accettato questo nuovo approccio al parto chirurgico, ha dato alla luce un meraviglioso maschietto di 53 centimetri e del peso di 3 chili e 850 grammi.
Si tratta di una novità assoluta all’Ulss4, che ha interessato le unità di Ostetricia e Ginecologia, con il dottor Mario Marando affiancato da personale ostetrico e di sala operatoria, e l’unità di Anestesia e Rianimazione con il dottor Fabio Toffoletto. Presenti inoltre, nel momento del parto, anche il direttore del dipartimento Materno Infantile Piergiuseppe Flora e la pediatra Antonella Tonetto.
Con il “parto cesareo dolce” la mamma ha praticamente potuto partecipare attivamente alla nascita in modo analogo al parto naturale. Infatti nel momento in cui il neonato viene estratto dall’utero, il personale ha abbassato il telo divisorio tra il campo operatorio e la gestante, in modo da renderle visibile il tutto. Il neonato è stato poi posizionato sul torace della madre per l’immediato contatto pelle a pelle, asciugato e coperto con teli riscaldati, quindi lasciato in quella posizione per circa un’ora. Il cordone ombelicale è stato clampato e reciso dopo 60 secondi dalla nascita.
I vantaggi del contatto pelle a pelle (in gergo skin to skin) per il neonato e la madre sono molteplici: miglior adattamento alla vita extrauterina e riduzione dello stress neonatale, stimolo di comportamenti istintivi di attaccamento al seno materno, la neomamma può abbracciare subito il proprio figlio e ricorderà probabilmente a vita il lieto evento.
“In primis congratulazioni alla mamma per il lieto evento – commenta il direttore generale dell’Ulss4- Carlo Bramezza – . Ma plauso va anche a tutto lo staff che ha eseguito il parto cesareo “dolce”, al direttore dell’Ostetricia dottor Marando e alla sua equipe, ai primari di Anestesia e di Pediatria. Con questo nuovo approccio chirurgico, che richiede un impegno maggiore sia per il personale che esegue il parto e sia per l’allestimento della sala operatoria, all’Ulss4 è stato aggiunto un nuovo tassello all’umanizzazione delle cure, facendo vivere alla neomamma le emozioni di un parto naturale”.
Dal punto di vista clinico, la nuova procedura prevede una specifica preparazione della sala operatoria: l’aumento della temperatura ambientale, il diverso posizionamento degli elettrodi per il monitoraggio materno in modo da lasciare il torace libero della mamma per il contatto pelle a pelle, le braccia della gestante vengono inoltre lasciate libere di muoversi. Alla consegna del bambino alla madre i ginecologi devono provvedere al cambio dei guanti e il campo operatorio subito dopo la nascita dev’essere ripristinato con l’apposizione di un nuovo telo chirurgico divisorio.
Inoltre per tutto l’intervento e per le successive 2 ore un’ostetrica/infermiera affianca mamma e neonato controllando il corretto posizionamento sul torace materno, i parametri vitali, lascia il neonato libero di cercare il seno e di iniziare la prima poppata quando lo desidera. Possono accedere a questa procedura madri sane con feti sani, a termine di gravidanza, candidate al taglio cesareo elettivo.