Condanne pesanti per la banda di nigeriani che aveva trasformato via Piave a Mestre nel centro di spaccio di tutta la regione. Le trenta condanne per un totale di 165 anni di carcere sono una pena più pesante decisa dalla magistratura giudicante di quella chiesta da quella inquirente ossia dalla procura veneziana.
Le condanne dei nigeriani
Il tempo di reclusione più lungo, 16 anni, è stato inflitta a quello che che è ritenuto il promotore dell’associazione criminale, Keneth Ighodaro, assieme ad Emmanuel Obaraye e Simba Omoye. Questi ultimi sono stati condannati entrambi a 12 anni e 8 mesi. C’è anche una condanna a risarcire la famiglia di una ragazzo morto di overdose il 24 agosto del 2017.
L’operazione
Le motivazioni della sentenza saranno depositati tra 90 giorni. La procura ha parlato di intercettazioni video e pedinamenti, nel momento in cui ha fatto scattare l’operazione. E’ stato il 10 luglio del 2018, con modalità di un film d’azione americano. Avrebbero immortalato decine di cessioni di stupefacenti e i legami con la mafia nigeriana.
Proprio il reato dell’associazione finalizzata a commettere crimini ha consentito il blitz che ha portato a tenere lontani definitivamente, dalla zona della stazione di Mestre, 41 persone. Una comunità criminale che aveva messo sotto assedio la zona spaventando i residenti con continue risse e intimidazioni. Da quel giorno la polizia ha chiuso tre locali che facevano da quartier generale dello spaccio.