
Dopo il boicottaggio di Balenciaga, Gap e, più recentemente, Adidas, anche Spotify critica Kanye West. La piattaforma di streaming musicale però non vuole arrivare a cancellare le sue canzoni.
La decisione di Daniel Ek, CEO di Spotify
In un’intervista alla Reuters, Daniel Ek ha dichiarato che: “Parliamo di musica e la musica non viola le nostre politiche”. La piattaforma avrebbe invece censurato Ye se le sue parole antisemite fossero comparse su un podcast o una registrazione. Ek era già stato il focus di polemiche per non aver sospeso il podcast di Joe Rogan, un popolare commentatore no-vax che aveva invitato nel suo podcast personaggi pubblici che avevano fatto storcere il naso a gran parte del pubblico e anche ad artisti come Neil Young e Joni Mitchell. Questa volta il CEO di Spotify ha dichiarato che la decisione di cancellare le canzoni del rapper spetterà a Def Jam di Universal Music, l’etichetta discografica di Kanye West.
I trascorsi della piattaforma
Non si tratta nemmeno della prima volta che Spotify si ritrova a dover scegliere se ritirare l’opera creativa di musicisti dal comportamento discutibile. La piattaforma ci provò in occasione del processo contro R. Kelly nel 2018 e 2019 per molestie sessuali, cercando di includere, nella politica del servizio, tra i motivi della censura, le “condotte odiose” da parte degli artisti. La proposta tuttavia non andò in porto. Al tempo la piattaforma aveva dichiarato che “Non vogliamo fare la parte del giudice o della giuria”. Avrebbero quindi limitato il bando ai “contenuti che incitano all’odio o alla violenza”.
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