Veneto, crisi aziendali: 43 casi aperti a inizio 2025

Crisi aziendali in Veneto: 43 casi aperti a inizio 2025, un quadro complesso che richiede concertazione, strategie innovative e visione per salvaguardare imprese e lavoratori

Crisi aziendali in Veneto: con 43 casi aperti a inizio 2025, la Regione affronta le sfide del lavoro con un modello di concertazione innovativo, puntando su prevenzione, ricollocazione e trasformazione delle competenze per tutelare imprese e lavoratori.

Una crisi regionale

Concertazione, strategia e visione. Sono queste le parole chiave che guidano l’Unità di Crisi della Regione Veneto, come sottolineato dall’assessore al Lavoro Valeria Mantovan durante la conferenza stampa svoltasi a Palazzo Balbi. L’incontro è stato occasione per fare il punto sulle attività dell’ente Veneto Lavoro, impegnato nella gestione di ben 43 casi di crisi aziendali dall’inizio dell’anno.

Dal 2012 ad oggi, l’Unità di Crisi ha gestito 350 tavoli di trattativa, coinvolgendo circa 61mila lavoratori, di cui 14mila solo nel 2024. Attualmente, 24 crisi aziendali sono in fase di gestione, 17 in monitoraggio e 2 in fase istruttoria. I settori più colpiti rimangono il metalmeccanico, la logistica, il tessile e l’alimentare, con le province di Venezia e Padova in prima linea, seguite da Vicenza, Treviso, Rovigo, Belluno e Verona.

Focus su automotive e moda

“In questo inizio d’anno ci siamo concentrati sui settori automotive e moda, intervenendo preventivamente per evitare situazioni emergenziali,” ha dichiarato l’assessora Mantovan. L’approccio del Veneto, considerato un unicum a livello nazionale, punta a interpretare i cambiamenti globali – dal digitale all’intelligenza artificiale – per preservare le eccellenze produttive, difendere le imprese e supportare i lavoratori.

“Il modello veneto si basa sul coinvolgimento di tutte le parti interessate,” ha spiegato Giuliano Bascetta, capo progetto dell’Unità di Crisi. Questo approccio mira a garantire continuità produttiva e salvaguardia occupazionale, affrontando anche la difficile questione della ricollocazione degli esuberi.

Cambiare lavoro: una nuova realtà

Secondo Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro, il cambiamento lavorativo sta diventando una costante nel mercato del lavoro, sia per scelta volontaria che per necessità. Le politiche attive del lavoro mirano a garantire un rapido reinserimento attraverso programmi come il GOL, che promuove upskilling e reskilling per aggiornare le competenze professionali dei lavoratori a rischio.

L’obiettivo è chiaro: nessuno deve essere lasciato indietro. Grazie al lavoro sinergico tra istituzioni, aziende e sindacati, il Veneto si conferma un esempio di gestione delle crisi aziendali a livello nazionale, affrontando con determinazione le sfide del futuro.

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